Il fienile diventa casa
Ristrutturazione pesante di una corte rustica a San Martino Buon Albergo, alle porte di Verona. I fienili, volumi già costruiti e mai abitati, cambiano destinazione e diventano abitazione: due unità indipendenti ricavate dentro l’involucro esistente, il volto originale del fronte valle riaperto, il fotovoltaico integrato nella falda per rispettare il vincolo paesaggistico.
Cambiare destinazione, non sagoma
In una corte rurale gli spazi da recuperare non sono stanze: sono fienili. Metri cubi già esistenti, che la normativa consente di riportare all’uso abitativo se si raggiungono i requisiti di altezza, aria e luce. È da lì che parte tutto il progetto.
Ristrutturazione pesante
L’intervento si configura come ristrutturazione edilizia c.d. pesante, con recupero e cambio di destinazione d’uso ai fini abitativi delle porzioni adibite a fienili. Cambia l’uso degli spazi, non l’impronta dell’edificio sulla corte.
La prima abitazione
Alla porzione già adibita ad abitazione è stato annesso lo spazio con funzione di cantina. Ne risulta un alloggio con una grande zona giorno con lavanderia, camera matrimoniale e bagno esclusivo al piano terra, due camere doppie con bagno al piano primo.
Il rustico risanato
Nel rimanente corpo di fabbrica rurale il grande rustico diventa zona giorno con locale igienico, da cui si accede al primo piano: qui un ballatoio distribuisce due camere — una matrimoniale e una singola — il bagno e un piccolo ripostiglio.
Il volto riaperto
La suddivisione fra i due alloggi è stata usata per riaprire l’originale apertura a volto della sezione fronte valle, chiusa nel tempo da una tramezzatura muraria. Il fabbricato torna così a dividersi secondo la sua logica costruttiva.
Ala sud-est ricostruita
L’ala sud-est è stata parzialmente ricostruita con un sistema a pilastri in calcestruzzo armato e tamponamento in laterizio. La nuova muratura di separazione fra le due abitazioni, pur dislocata rispetto alla posizione precedente, non ha alcun ruolo nella staticità dell’edificio.
Luce a norma
Demolizione e ricostruzione hanno interessato anche il prospetto est, dove sono state inserite due nuove aperture per raggiungere i requisiti illuminotecnici di legge. Dimensioni e caratteristiche riprendono quelle delle finestre già presenti nel complesso.
Quindici tappe, dal fienile alle chiavi
Le arcate che vedete puntellate a inizio sequenza sono le stesse che, nelle ultime immagini, incorniciano le vetrate del soggiorno. In mezzo c’è tutto il lavoro.
Il fotovoltaico che non si vede
Solai in legno e copertura sono stati rifatti integralmente, mantenendo posizione e quote dell’esistente: dalla corte il profilo del tetto è rimasto quello di sempre. L’unica differenza riguarda i lucernari, aperti dove la normativa igienico-sanitaria per le nuove abitazioni li rendeva necessari per garantire aria e luce agli ambienti.
Anche gli impianti sono nuovi da zero — elettrico, di riscaldamento e idro-termo-sanitario — realizzati sulla base delle normative vigenti e adeguati ai sensi del D.M. 37/2008.
Tre kilowatt sulla falda a valle
L’edificio ricade in area sottoposta a vincolo paesaggistico: un impianto fotovoltaico appoggiato sopra i coppi non sarebbe stato autorizzabile. La soluzione è stata integrarlo nel piano della copertura, conservando un bordo in coppi di circa 80 cm su tutte le estremità e collocandolo sulla falda rivolta a valle, non visibile direttamente dalla strada. Tre kilowatt allacciati alla rete, invisibili dal fronte pubblico.
Avete un rustico o un fienile da recuperare?
La prima domanda non è come distribuire le stanze, ma quali volumi possono davvero cambiare destinazione: dipende dai vincoli che insistono sull’area, dalle altezze esistenti e dai requisiti di aria e luce da raggiungere. È una verifica di fattibilità che si fa prima di qualsiasi disegno.