Una casa in più, dentro lo stesso volume
Demolizione e ricostruzione su medesima sagoma in una zona Liberty di Verona, più il recupero del sottotetto ai fini abitativi previsto dalla legge regionale. Dove c’era un edificio adibito ad una abitazione unica, sono state ricavate 2 unità indipendenti, con autorimesse e locali accessori.
Non ampliare: recuperare
Il valore di questo intervento non si vede in fotografia. Sta in una catena di scelte normative che trasforma un volume morto in una seconda abitazione.
Demolizione e ricostruzione
L’intervento si configura come ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione sulla medesima sagoma. Nessun aumento di volume: l’ingombro resta quello preesistente.
Recupero del sottotetto
Proprio perché rientra in quella categoria, l’intervento può avvalersi del recupero del sottotetto ai fini abitativi previsto dalla Legge regionale del Veneto 6 aprile 1999 n. 12.
Due unità al posto di tre
Il titolo concessionato ne prevedeva tre. La soluzione di progetto ne realizza due complete: un appartamento al piano rialzato, come già autorizzato, e uno al piano primo ricavato dal sottotetto.
Struttura riusata
Dove possibile si è recuperata la struttura già realizzata. Le modifiche interne hanno richiesto la riconfigurazione dei pilastri e delle tasche impianti.
Quota di copertura invariata
La quota urbanistica della copertura resta quella preesistente. È sotto quella linea, senza alzarla di un centimetro, che si è trovato lo spazio abitabile.
Una mansarda vera
Con quelle quote l’unità al piano sottotetto raggiunge un’altezza media interna superiore ai 2,40 metri: i requisiti di abitabilità sono soddisfatti, non aggirati.
Dodici tappe, dalla demolizione alle chiavi
Il sottotetto che vedete al grezzo, a metà sequenza, è lo stesso spazio della mansarda finita più avanti. In mezzo c’è tutto il lavoro.
Gli abbaini non sono un vezzo
Sul piano architettonico l’obiettivo era restare in linea con quanto già concesso in sede di autorizzazione paesaggistica. La porzione modificata, però, è anche quella che ha subito la penalizzazione maggiore: doveva rispettare i parametri igienico-sanitari minimi, e quindi garantire superfici finestrate adeguate.
Da qui la scelta dell’abbaino in aggetto per le forometrie del sottotetto. Non è una citazione decorativa: è la soluzione tecnica che porta aria e luce dove servono, in uno spazio che altrimenti sarebbe rimasto inabitabile sulla carta prima ancora che nei fatti.
Una tipologia che il quartiere già conosce
L’abbaino in aggetto è presente in analoghe zone Liberty della città. Riproporlo qui significa inserirsi in un linguaggio esistente invece di contraddirlo.
E c’è un secondo effetto, che si legge senza doverci pensare: restituisce la simmetria dimensionale dei contorni sui piani abitabili. È quella regolarità che, guardando la facciata finita, fa sembrare l’edificio sempre stato così.
Avete un sottotetto inutilizzato?
La prima domanda non è come arredarlo, ma se la legge regionale ne consente il recupero su quell’edificio: dipende dall’epoca, dalla categoria dell’intervento e dalle quote esistenti. È una verifica che si fa in fase di fattibilità, prima di qualsiasi disegno.